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Vivere al limite del cielo: vita ed arte di Piero Resta

Vivis is qui se utitur
“Vivo è colui che fa buon uso del sé”
Seneca

Per più di mezzo secolo, l’artista italiano Piero Resta ha vissuto facendo pieno uso del sé creativo. Pittore, scultore, fotografo, visionario, Resta ha viaggiato attraverso i molteplici paesaggi dell’ispirazione. Conosciuto specialmente per il suo stile evocativo che mescola il figurativo all’astratto, egli infonde nelle sue creazioni un lirico strato di possibilità. Si tratta di uno stile eccezionale, che attira collezionisti pubblici e privati; un’opera che negli ultimi anni è prolificamente esplosa.

Ricevute positivissime critiche dal gallerista newyorkese Leo Castelli, descritto come un genio dal critico Willoughby Sharp, Piero Resta detiene un ruolo centrale nel mondo dell’arte e della cultura contemporanee. Un suo dipinto svettava nell’ufficio del precedente direttore della rivista di arte contemporanea Artforum, Ida Panicelli; le sue foto di moda sono apparse su Vogue; Andy Warhol posò per lui per tutta una serie di ritratti. In piena epoca pop, Resta frequentava gli atelier di artisti del calibro di Mark Rothko, Gerard Malanga e altri esponenti della scena astratta espressionista. Allen Ginsburg parlava con entusiasmo ai propri colleghi delle iniziative di Resta in seno al teatro d’avanguardia. Recentemente, Sua Santità il Dalai Lama si è aggiunto alla nutrita lista internazionale dei collezionisti che acquistano le sue opere.

Nel corso di questa notevole carriera, Piero ha esposto i suoi lavori nei più importanti musei e gallerie d’Italia, Germania, Russia, Stati Uniti (compresi San Francisco, Los Angeles e New York). Oggi, dividendo il suo tempo tra l’Italia e le isole vulcaniche Hawaii, l’artista prosegue l’esplorazione, portata avanti lungo tutta la sua vita, degli elementi e dei significati cosmologici dell’essere, continuando a cercare le profonde connessioni con l’infinito attraverso gessi, pigmenti, legno e pietra.

L’artista spiega: “Mi interessa vedere la nascita di un nuovo risveglio, in cui il cielo si avvicina alla terra, ristabilendo che il sé non si ferma al sé, ma è senza limiti. Eliminare gli ostacoli per poter toccare il cielo è un desiderio innato, che lottiamo per realizzare”.

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Figlio di un asso dell’aviazione della seconda guerra mondiale, Resta nasce a Voghera nel 1940. Tra le macerie dell’Europa del dopoguerra, Piero viene allevato per divenire luogotenente dell’esercito. Ma frequenta anche l’Istituto Leonardo da Vinci a Firenze, dove si specializza in architettura. Subito dopo, rendendosi conto che ha l’arte nel sangue, parte per luoghi d’ispirazione. A Parigi incontra l’esistenzialismo e partecipa al fervore di Montmartre. E poi Londra, per gustare la libertà e la vastità della sperimentazione personale.
E poi la Spagna, per assorbire la presenza mediterranea e solare del sole e del mare.
Viaggia attraverso l’Armenia e la Turchia, dove nuove culture espandono il suo linguaggio visuale. Intorno ai 25 anni di età, approda a New York, profondamente influenzato da Willelm de Kooning e dai versi di Federico Garcia Lorca.

Il successo metropolitano come artista e fotografo lo porta ad un bisogno di riscoprire il mondo della natura. Allora è d’obbligo un passaggio in California, dove Resta vive da eremita, studiando misticismo, filosofie esoteriche, mitologie, cosmologie e simbologia degli archetipi. Quando riemerge dalla sua dimora sulle scogliere dell’oceano, lo fa per fondare un circo-teatro d’avanguardia, sviluppando una visione dell’arte e della ritualità come mezzi per la guarigione e trasformazione personali e collettive. Produce anche cortometraggi, tra cui uno sul movimento dei poeti di San Francisco, con rare riprese di Robert Duncan, Gary Snyder, Anne Waldman e altri.
Resta continua poi il suo viaggio verso ovest, alle isole Hawaii, dove tuttora risiede, da trent’anni. Fin dal momento del suo arrivo sul paesaggio fragrante, drammatico, lirico, lussureggiante delle isole, vive alcuni dei periodi più prolifici della sua carriera d’artista; ha fondato un istituto vivente di scultura, crescita intellettuale e sviluppo culturale, conosciuto con il nome di Kaupo Art Sanctuary. I titoli delle sue creazioni testimoniano questa esperienza: “Eros and Aphrodite in the Garden of Dreams”, “Anatomia Cosmologica”, “Moon Burning”, “Beneath the Vault of Sky”.

Come la sua vita, l’opera di Piero Resta è un viaggio nell’illimitato, un pellegrinaggio nell’abisso del sé e ritorno con i tesori della ritrovata presenza.

Dice Resta: “Voglio arrivare al limite del cielo, illuminarmi nell’immensità dell’infinito, ascoltare il melodioso silenzio, riportare la “presenza” dai dorati paesaggi visitati... è questo il mio lavoro d’artista”.

Sia in una collezione privata che in uno spazio pubblico, l’arte di Piero Resta porta lo spettatore più vicino all’infinito, trasformando il viaggio personale di un uomo in un regalo d’arte che si irradia e si rinnova per tutti coloro che lo vivono.

© 2009 Piero Resta Resta Studios